Studiez
Blog → → Come studiare per un concorso pubblico: il problema non sono i quiz

Come studiare per un concorso pubblico: il problema non sono i quiz

· 4 min di lettura

Migliaia di quiz al simulatore, punteggi alti a casa, e poi in aula le domande sembrano scritte in un'altra lingua. Chi prepara un concorso pubblico conosce bene questa sensazione. La reazione istintiva è fare ancora più quiz. Ma se il problema fosse proprio quello?

Nei gruppi dedicati ai concorsi la stessa storia si ripete ogni settimana. Una candidata ha ottenuto due idoneità, entrambe in concorsi con banca dati fornita. In altri sei, senza banca dati, non ha superato lo scritto. L'ultimo lo ha mancato per un punto. Non le manca l'impegno, non le manca la costanza. Le manca qualcosa di più sottile.

Perché faccio tanti quiz ma non passo il concorso?

Perché ripetere gli stessi quiz allena il riconoscimento, non la comprensione. Dopo la decima volta che vedi una domanda, la tua mente riconosce la forma della frase e la risposta associata. Funziona finché la domanda è identica. Quando in prova la stessa nozione arriva formulata in modo diverso, il riconoscimento non scatta più, e ci si ritrova davanti a qualcosa che sembra nuovo anche se non lo è.

Il punteggio al simulatore, in questo senso, è un indicatore ingannevole. Misura quanto bene conosci quei quiz, non quanto bene conosci la materia. Ed è per questo che chi supera i concorsi con banca dati può fallire gli altri: ha costruito una preparazione perfetta per un tipo di prova e fragile per tutti gli altri.

Quanto conta la memoria nella preparazione di un concorso?

Conta moltissimo, ma non nel senso in cui la intendiamo di solito. Il programma di un concorso è vasto, e il nemico non è solo la difficoltà delle singole materie. È il tempo. Quello che studi a settembre, a novembre è in gran parte svanito, a meno che qualcosa non lo abbia trattenuto.

Molti candidati vivono questo circolo: studiano la prima parte del programma, passano alla seconda, e quando tornano indietro scoprono di dover ricominciare. Più il programma è lungo, più il circolo si allarga. Non è una questione di capacità. È il modo naturale in cui funziona la memoria quando nessuno se ne prende cura.

La differenza tra chi passa e chi si ferma a un punto dalla soglia, spesso, non sta in quante ore ha studiato. Sta in quanto di quello studio è ancora disponibile il giorno della prova.

Studiare per un concorso lavorando è possibile?

Sì, ma richiede di abbandonare l'idea che servano più ore. Chi lavora non le ha, e cercare di recuperarle la sera, stanchi, produce soprattutto frustrazione. Serve invece che ogni ora di studio lasci un segno che duri. Poco tempo, usato in modo che non vada perso, vale più di molto tempo che evapora.

È un cambio di prospettiva scomodo, perché le attività che ci fanno sentire produttivi sono spesso quelle che rendono meno: rileggere, sottolineare, rifare quiz già noti. Danno la sensazione di avanzare. Ma la preparazione vera si costruisce altrove, nel momento in cui smetti di ricevere informazioni e inizi a doverle ritrovare da solo.

Il punto di partenza è cambiare domanda

Invece di chiederti "quanti quiz ho fatto oggi?", prova a chiederti "quanto di quello che ho studiato il mese scorso saprei spiegare adesso, senza guardare?". È una domanda più scomoda, ma è quella che la prova ti farà.

È da qui che nasce Studiez. Una piattaforma pensata per chi studia tanto e sente di perdere per strada quello che ha studiato. Carichi i tuoi materiali, anche le dispense scansionate, e EVE, il tutor di Studiez, lavora con te perché quello che studi oggi sia ancora lì il giorno della prova. Studiez è online e puoi provarla adesso.

Smetti di studiare. Inizia a padroneggiare.

studiez.it

Domande frequenti

Perché faccio tanti quiz ma non passo il concorso?

Perché ripetere gli stessi quiz allena il riconoscimento, non la comprensione. Quando in prova la stessa nozione arriva formulata in modo diverso, il riconoscimento non scatta più.

Quanto conta la memoria nella preparazione di un concorso?

Moltissimo. Il programma è vasto e quello che si studia all'inizio tende a svanire. La differenza tra chi passa e chi si ferma a un punto dalla soglia sta spesso in quanto dello studio è ancora disponibile il giorno della prova.

Studiare per un concorso lavorando è possibile?

Sì, ma non aggiungendo ore. Serve che ogni ora di studio lasci un segno che duri: poco tempo usato in modo che non vada perso vale più di molto tempo che evapora.

Pronto a provare studiez.it?

Carica il tuo primo materiale e lascia che EVE ti guidi nello studio attivo.

Inizia gratis →
Nessuna carta di credito · una sessione di studio completa, gratis